NUTRIZIONE

Colite ulcerosa ed alimentazione

18 Settembre 2017
Bioequilibrium - Colite ulcerosa ed alimentazione

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La colite ulcerosa è un’infiammazione dell’intestino che interessa gli strati superficiali della mucosa intestinale ed origina sempre dalla zona rettale ma con la possibilità di estendersi al colon. E’ difficile osservare un quadro di colite ulcerosa in persone che siano pienamente espresse e realizzate in ambito lavorativo e familiare; in generale questi pazienti sono persone con insoddisfazioni, problemi di adattamento sociale e con fissazioni o frustrazioni importanti. E’ importante sottolineare come le patologie del colon siano quasi sempre collegate a problemi di espressione della persona o della sua capacità di adattarsi a cambiamenti umani o ambientali, un esempio di questo è la difficoltà di andare di corpo solo durante i viaggi nelle persone con alvo di solito regolare.

I pazienti riferiscono spesso meteorismo, muco o sangue nelle feci, dolori addominali e fasi diarrea alternate a fasi di stipsi.

I farmaci possono attenuare i sintomi o renderli sopportabili, ma la cosa più importante sarà quella di stabilire un piano nutrizionale specifico per il paziente, cercando di supportarlo nello stesso tempo nella sua espressione personale e nella sua realizzazione. Saranno quindi importanti gli zuccheri sotto forma di pasta e riso; la pasta nella fase di stipsi ed il riso nella fase diarroica, mentre il pane andrà dato sempre scaldato, perché cosi facendo si riducono i lieviti della mollica e lo si rende piu’ digeribile.

Per la colazione sarà vietato il latte, mentre andranno bene spremute di pompelmo o di arancio associandole con un uovo sodo condito con olio e sale, il quale avrà la capacità di coagulare la massa fecale o un panino con prosciutto e formaggio. Il formaggio, contendo il caglio, sarà il grado di coagulare ed addensare le feci semiliquide e per questo motivo sarà fondamentale usare formaggi a fermentazione naturale come il Parmigiano.

Il thè e l’orzo sono vietati nella fase diarroica in quanto avrebbero un’azione di stimolo, totalmente inutile in un paziente in fase diarroica.

In una prima fase sarà importante evitare l’uso di verdure per il loro contenuto in cellulosa, quindi useremo per qualche giorno solamente proteine (come carne, parmigiano o uovo sodo), riso, pasta, pane e la frutta, escludendo la frutta più lassativa come il kiwi, l’uva, le prugne, le susine, la mela o la pera con la buccia.

Le verdure possono essere reintrodotte dopo qualche giorno, quando le feci saranno meno liquide ed un po’ più consistenti e sarà importante scegliere verdure meno ricche in cellulosa; saranno quindi vietati broccoli, cicoria, broccoletti, carciofi e verza, mentre andranno bene zucchine, cavolfiore, asparagi.

Saranno assolutamente proibiti il pesce (per un’azione di stimolo) i funghi per il loro effetto irritativo e lassativo come la melanzana, i peperoni ed i legumi, questi ultimi da evitare per il loro effetto meteorico.

Il paziente potrà utilizzare invece carne come bresaola o prosciutto crudo in una fase diarroica mentre, se la situazione migliorasse con feci più solide, sarà possibile utilizzare carne come tacchino, vitella o coniglio elaborate nella cottura ( per esempio in padella con aglio ed olio).

E’ sicuramente una situazione che dipende da diversi fattori e ,come detto, le medicine possono alleviare i sintomi o ridurli; ma per poter arrivare alla completa guarigione della persona si deve andare più in profondità cercando di cambiare stile vita, ritmo di vita indirizzando la persona verso qualcosa che permetta la sua totale espressione di essere umano e purtroppo in una società come la nostra questo non è così semplice, ma come medico, come essere umano ho la necessità di provarci!!