NUTRIZIONE

Diabete alimentare e cibo

18 Settembre 2017
Bioequilibrium - Dieta alimentare e cibo

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Una prima distinzione nell’ambito del diabete è quella tra diabete giovanile ed il diabete che insorge in età avanzata; la prima forma si presenta maggiormente nella fase di pubertà mentre la seconda forma potrebbe anche non manifestarsi mai a condizione che la persona non metta in crisi la sua funzionalità pancreatica, rispettando nel tempo un’alimentazione bilanciata. Si è visto che molte crisi di panico, ascritte a patologie neurologiche, si riducono notevolmente regolando in modo rigoroso l’alimentazione del paziente, trattandolo come se fosse diabetico.

In questo articolo ci occuperemo del diabete alimentare che insorge in età avanzata, dove la maggior parte dei pazienti sono obesi, con distribuzione di grasso soprattutto dall’ascella all’inguine, con braccia e gambe relativamente magre con una tiroide che generalmente non funziona in maniera corretta.

Grazie alle corrette abitudini alimentari dei nostri antenati, ed in particolare all’uso di grassi animali, i soggetti diabetici sono sopravvissuti anche in età pre-insulinica.

L’alimentazione contadina infatti non è mai stata basata su cibi raffinati, come ad esempio nell’uso di lattuga o verza nelle loro foglie più esterne e più ricche in clorofilla, la quale è un potente ipoglicemizzante, il contadino non sapeva questo ma, essendo l’alimento il frutto del suo lavoro, non sprecava nulla ed involontariamente allo stesso tempo realizzava un atto terapeutico. Sempre nel mondo contadino si faceva grande uso di aglio cotto o crudo e di cipolla cruda, entrambi potenti ipoglicemizzanti naturali

Nei singoli vegetali la natura fa coesistere una serie di fattori di stimolo e loro inibitori in un sistema del tutto bilanciato, i problemi insorgono nel momento in cui si usano solo delle unità alimentari, con tutto il rischio di un uso sbilanciato degli alimenti con grandi problemi per la salute.

Inoltre oggi una grande problematica è quella della presenza di zuccheri aggiunti industrialmente agli alimenti e proprio perché aggiunti, non sono frenati dai cofattori presenti nell’alimento in vivo ed un esempio di questo è la differenza che esiste tra una passata di pomodoro, fortemente iperglicemizzante ed il pomodoro fresco che, anche se di serra, non farà aumentare lo zucchero nel sangue così velocemente .

Questi tipi di alimenti industriali, tendono a far salire la glicemia molto velocemente mettendo in crisi il pancreas che potrebbe ammalarsi e portare ad un diabete di tipo alimentare.

L’alimentazione del diabetico deve tenere in considerazione sempre una moderata quota di carboidrati (50-60g) preferibilmente di pasta piuttosto che di riso o patate, perché la pasta ricca in glutine rilascia gli zuccheri più lentamente ed inducendo delle iperglicemie in tempi più lunghi; sarà inoltre importante l’uso dell’olio extra vergone di oliva importante per frenare la scissione dello zucchero e rallentare il successivo aumento dello zucchero nel sangue.

Sarà importante l’uso delle proteine del pesce, della carne e delle uova, escludendo la frutta, almeno fino a quando la glicemia non sia rientrata nei valori fisiologici ed utilizzando la doppia verdura: una cotta e l’altra cruda.

Alla verdura cotta (ripassata in padella o ai ferri o condita con olio sale e limone) utilizzata nella quantità di 150-200g va sempre associata un’insalata o finocchi o sedani o cetrioli o pomodori con cipolla cruda cercando in questo modo di evitare quel picco glicemico che al contrario avremmo con la frutta.

Infine il pane sarà limitato a 40-50g perché farà aumentare la glicemia, a parità di peso, molto più velocemente rispetto alla pasta perché ricco di vitamine del gruppo B12 che affaticano il fegato e rallentano l’utilizzazione periferica degli zuccheri.