Bimbo morto a Mantova, l’esperta: figlicidi sono evitabili

26 Novembre 2018

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  • Ansa

“Nella maggior parte dei casi i figlicidi possono essere evitati prestando attenzione ai campanelli d’allarme. Gli omicidi dei propri figli, infatti, vengono compiuti dopo aver lasciato tanti piccoli indizi. Rivolgersi per tempo ad uno specialista è il passo successivo e, in molti casi, l’unico”. Così Paola Vinciguerra psicoterapeuta, presidente Eurodap -Associazione europea disturbi attacchi di panico e direttore scientifico del centro Bioequilibrium, commenta la tragedia consumata a Mantova, dove un uomo ha incendiato la casa dove viveva la moglie perché lei intendeva lasciarlo, causando la morte per soffocamento del figlio 11enne.

“Le motivazioni che possono portare ad un figlicidio si possono dividere in due categorie – spiega l’esperta – la franca psicopatologia, quando il genitore arriva a compiere l’omicidio senza essere perfettamente consapevole del gesto; un atto lucido e consapevole, quando il genitore arriva ad uccidere il figlio con un gesto estemporaneo, ma al quale è arrivato attraverso un’evoluzione lenta e dettata dal rancore”.

In ogni caso, prosegue la psicoterapeuta, le motivazioni più frequenti che possono portare al figlicidio sono principalmente tre: “L’allontanamento da parte del partner, in questo caso un genitore si vendica dell’altro colpendo il figlio; un atto altruistico, al fine di risparmiare al figlio una ‘vita di sofferenza’; omicidio di figli non desiderati, quando i genitori non si sentono in grado di accogliere la responsabilità di un figlio e preferiscono ucciderlo piuttosto che allevarlo”.